La leggenda di Porto Rafael

 

 

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Foto: Yacht Club - collezione privata di Angelo Mereu.



Prima dell’ inizio della nostra storia, dove adesso ha sede lo Yacht Club di Punta Stroppello ,era stata costruita dalla Marina una casamatta con una torre di osservazione a scopo militare.

Le foto del tempo mostrano dei ruderi non abitati, con il nascere del villaggio cominciarono i lavori di ristrutturazione per un uso che, all’inizio, fu prevalentemente di ristoro.

Lo "Harper’s Bazaar" del 1966 riporta, fra le altre, in un servizio fotografico intitolato ’’The Summer people’’, la foto del ‘’Piccolo Baretta Yacht Club’’ che abbiamo qui riprodotto, descrivendolo come ‘’Popular for prelunche parties, where the roof often serves as an extra bar and the champagne is constantly keept ice-ice cold’’.

Anche se l’articolo è stato chiaramente scritto a scopo promozionale, possiamo supporre che ci sia una certa parte di verità. Ma la storia di questo Club è la storia di Ottavio Pincioni, che con lui è nato e cresciuto.

Giunto giovanissimo nei primi anni '60 in questo posto, egli cominciò la sua carriera come domestico die Koczynski nella ‘’Villa Wasa’ ’appena costruita, arrivando ogni mattina a piedi da Palau.

Dopo una stagione la sua strada prese una ben definita direzione, passando alle dipendenze del barone Mario Gallotti che, frattanto, era divenuto concessionario di quel piccolo edificio che, in parte ristrutturato, serviva più che altro che come ristorante e bar.

Qui i pochi abitanti del luogo venivano a bere ed a mangiare i pasti che Ottavio preparava e che, una volta pronti, venivano annunciati con il suono di una campana.

Il barone dormiva nella casetta, ancora esistente, all’inizio della breve discesa che conduce al porticciolo, e là rimase per anni fino al suo trasloco nell’abitazione di Mary Bayntun, una signora inglese che era giunta poco tempo dopo l'azienda anglo-italiana, e che ha sempre vissuto a Porto Rafael fino alla fine dei suoi giorni.

Ho detto che la storia di questo Club è la storia di Ottavio, infatti è lui che in effetti lo ha sempre gestito e che, insieme a lui, con il passare degli anni cresceva in importanza e ampiezza.

Ottenuta la concessione demaniale sono stati allungati i pontili ed aumentati i punti di attracco, fino allo stato attuale in cui possono essere ospitate barche di grandi dimensioni, assistite nel tempo odierno da un servizio a terra di giovani attivi ed efficienti.

Qui si organizzano regate (la più importante è il Trofeo Mario Formenton), gare di pesca ed una regata per barche con vela latina.

Cosi Ottavio, con il suo lavoro di anni, è riuscito a creare uno Yacht Club che completa validamente il vicino porto di Palau, sempre affollato ed esaurito per gli attracchi durante l’estate.

Inoltre, anche se gli abitanti di Porto Rafael non odono più suonare la campana che li avverte che il pranzo è servito, tutti sanno che quando lo desiderano egli, che fortunatamente ha saputo conservare lo spirito e il sapore dei primi anni, è sempre disponibile ad accoglierli nel ‘’Piccolo Baretta Yacht Club’’ ed a preparare per loro, insieme alla sua famiglia, prelibate cene di pesce fresco.



Articolo tratto da ‘’LA LEGGENDA DI PORTO RAFAEL’’ di Aldo Martelli – Fotografia di Angelo Mereu

 

 

 

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